Impianto di Completo
DESCRIZIONE GENERALE IMPIANTO DI SELEZIONE RIFIUTI SOLIDI URBANI INDIFFERENZIATI
La riuscita delle operazioni di trattamento delle frazioni dei rifiuti è anche in gran parte frutto della selezione a monte del rifiuto e pertanto della concentrazione che si crea all’atto della selezione. Tanto più il rifiuto è selezionato all’origine, tanto più alto è il recupero e tanto più basso è il rischio che una determinata frazione possa essere inquinata da rifiuti anche pericolosi introdotti nella raccolta per incuria o dolo.
Fermo restando il principio che la raccolta differenziata migliora la percentuale di recupero in virtù della migliore selezione e del minore sporcamento della frazione recuperabile, il sistema illustrato qui di seguito costituisce una valida alternativa ai sistemi di raccolta di selezione spinta, sicuramente importanti, ma costosi e non sempre applicabili. Il ciclo può essere sicuramente variato e migliorato all’occorrenza mediante una serie di apparecchiature che individuino per selezione fisica e meccanica una particolare frazione da eliminare dalla massa del rifiuto. Tuttavia nell’ottica di contenere il costo di smaltimento e soprattutto la manipolazione ed il fastidio che a questo si accompagnano, si illustra, salvo richiesta di perfezionamento, il sistema base per la selezione meccanica della frazione organica da avviare alla stazione di fermentazione anaerobica.
Il sistema di selezione che viene proposto è costituito da una serie di macchinari che consentono una discreta selezione e che comunque consentono di effettuare una spremitura del rifiuto umido selezionato rilasciando le sostanze recuperabili con trattamento biologico anaerobico sottoforma liquida. Il residuo di spremitura è pressoché secco e imputrescibile. Il residuo secco che esce dalla prima selezione, opportunamente raffinato, può essere condizionato per essere sottoposto a processo di gassificazione mediante pirolisi.
UBICAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SELEZIONE
Gli impianti di selezione vengono installati generalmente nei siti di scambio o nei depositi per il travaso e controllo dei rifiuti. In particolare possono essere anche usati i siti ove, per esigenza di legge, si effettua la separazione secco-umido, necessaria per non disporre in discarica il rifiuto indifferenziato.
Il più usuale sistema di separazione è costituito da un sistema di rompisacchi, seguito da separazione del materiale ferroso grossolano e da una vagliatura con vaglio rotativo oppure con vaglio a disco con diametro di passaggio di 80 mm. Sul vagliato verrà effettuato un’ulteriore separazione dei metalli ferrosi e non ferrosi tramite separatori magnetici del tipo over-belt.
DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI E DEI MACCHINARI
Il materiale viene depositato in una piazzola, con superficie drenata per la raccolta del percolato, interna al capannone di ricevimento e selezione dei materiali per una ispezione a vista onde evitare l’introduzione di corpi estranei e poter verificare di massima il materiale introdotto. L’operazione di verifica del materiale conferito e la sua movimentazione verso la linea di selezione è di per se automatizzabile, tuttavia la soluzione più semplice e veloce è il suo caricamento con una pala gommata. Questa carica direttamente ad una unità di triturazione rotativa a tamburo, da cui il materiale deve uscire stracciato e non pestato. Il nastro estrattore deve alimentare direttamente il sistema della vagliatura a tamburo rotante oppure a dischi larghezza di passaggio di 80 mm. Il materiale vagliato con diametro inferiore ad 80 mm, costituito essenzialmente da materiale organico, alimenta una pressa continua che ne riduce l’umidità a circa il 30% producendo una polpa pompabile che contiene c.a. il 90-95% del caricato alla pressa in termini di organico. In precedenza il materiale viene privato dei metalli ferrosi e non ferrosi tramite separatori magnetici di tipo over-belt posizionati sul nastro di caricamento della pressa. In sostanza il materiale passa dai fori della pressa la quasi totalità del materiale organico da mensa, parte della carta spappolata e tutto quanto risulta solubile. Il risultato è un succo leggermente salino che contiene la quasi totalità delle sostanze fermentabili. Il materiale così ottenuto viene automaticamente pompato in una cisterna chiusa e inviato senza ulteriori trattamenti all’impianto di fermentazione anaerobica per la produzione di energia.
Nello specifico del presente progetto, il materiale che ha passato la selezione del vaglio viene triturato e selezionato con un sink&float, poi stoccato e inviato all’impianto di gassificazione pirolitica più avanti descritto. Dall’impianto escono residui inerti non ulteriormente selezionabili. Il gas prodotto viene usato per la produzione di energia elettrica in una turbina a vapore.